Alcuni gadget venduti sui traghetti diretti in Sicilia

U’ mafiusu, ‘a mafiusa, magliette del Padrino e gadget che richiamano all’ambiente mafioso: sui tragetti per la Sicilia, sono disponibili tanti souvenir che ledono all’immagine dell’intera regione (scrive Chronist).

Così, grazie a intervento dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò, è arrivato il divieto di vendere questo tipo di oggetti sui traghetti che collegano Messina e Villa San Giovanni. Tuttavia, non è possibile emanare un provvedimento generale per tutti i negozi dell’isola.

«Questi gadget riportano immagini e scritte che risultano lesive della dignità dei siciliani onesti e laboriosi. Non si può accettare l’idea di rappresentare in questo modo una parodia grottesca e di basso profilo, per attrarre i turisti, consegnando loro un’immagine fortemente negativa della nostra Isola, che allude palesemente alla violenza e alla mafiosità. Dopo stragi, vittime ed impegno, per isolare la cultura mafiosa è triste constatare che la stessa e i suoi simboli possano diventare protagonisti, sia pure ironicamente, dei vari souvenir che si offrono ai turisti», ha dichiarato Edy Tamajo, membro dell’assessorato alle attività produttive.

Il tema dei souvenir legati all’ambito mafioso è ancora più ampio e prende il nome dimafia sounding“. Coldiretti, ormai da tempo, si batte per questa causa.

Infatti, oggi plaude «alla decisione della Regione siciliana che ha vietato la vendita di souvenir con immagini riferite alla mafia sul traghetto Sicilia-Calabria». Inoltre, sempre secondo Coldiretti, «al gravissimo danno di immagine del mafia marketing si aggiunge la beffa dello sfruttamento economico del Made in Italy in una situazione in cui la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari italiani solo nell’agroalimentare ha ormai superato i 120 miliardi di euro, quasi il doppio delle esportazioni, e che costa all’Italia trecentomila posti di lavoro».

Dunque, visto che non è possibile intervenire sul libero mercato delle attività private, Tamajo rivolge un appello ai commercianti di tutta la Sicilia al fine di «evitare di vendere una tipologia di prodotti che oltre a essere lesiva per l’immagine siciliana è irrispettosa e mortifica la Sicilia intera».

«E’ un gesto importante: affermando la totale estraneità a qualunque versione dell’apologia del fenomeno mafioso e offrendo della Sicilia la giusta immagine», conclude Tamajo.

 

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