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Aggressioni a medici, liste di attesa, auto di lusso all’Asp: incalzano Ugl Sanità e Utl

«Reiteriamo la pressante richiesta al Prefetto, al Questore, al comandante dei Carabinieri, dell’evidente urgenza di una presenza costante di Forze dell’Ordine nelle strutture dell’Asp»

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Le forze dell'ordine in Ospedale

COSENZA – Ugl Sanità e Utl denunziano che da oltre un anno le aggressioni di familiari esasperati ai danni di sanitari proseguono.

«Tali episodi intimoriscono tutto il personale della Sanità, rallentano ed ostacolano le cure nei locali destinati all’emergenza (come accaduto a Paola la scorsa settimana)», evidenziano le due sigle (https://www.calabriainchieste.it/2023/10/05/medico-del-pronto-soccorso-aggredito-rimedia-un-occhio-nero-e-un-taglio-al-volto/).

«Pertanto, reiteriamo la pressante richiesta al Prefetto, al Questore, al comandante dei Carabinieri, dell’evidente urgenza di una presenza costante di Forze dell’Ordine nelle strutture dell’Asp, come fatto, meritoriamente, solo per il Pronto Soccorso dell’Annunziata; poiché la Vigilanza privata, come ha ampiamente dimostrato l’aggressione proprio nel nosocomio Bruzio l’altro giorno, non è un deterrente.

Abbiamo inoltre già chiesto di istituire, ovvero potenziare laddove esista, il servizio accoglienza familiari dei degenti, specie nei P.S.

Mentre si progettano e costruiscono edifici per i “servizi assistenziali intermedi” – Presidi Territoriali di Assistenza, ospedali di comunità, case della salute – gli ospedali spoke esistenti (nel Tirreno, a Castrovillari, sullo Ionio) sono ridotti allo stremo con pochi medici, infermieri specializzati ed Oss nei reparti, manca anche personale tecnico manutentore, e le ditte esterne di supporto, alla segnalazione di guasti urgenti nelle U.O., purtroppo intervengono con ritardo.

Quindi, coi Reparti non in servizio h24, è inevitabile il sovraffollamento del Pronto Soccorso dell’Annunziata che non riesce a supplire alle ondate di persone che vi si riversano per carenza del servizio di Guardia Medica, routinaria e turistica, nel curare i cittadini locali, di altre province e regioni».

A denunciare sono Guglielmo Nucci, segretario confederale dell’Utl di Cosenza e Francesca Rizzuti, segretario Federazione Salute dell’UGL chiedendo interventi urgenti anche sul grave problema delle “interminabili liste di attesa” per le visite mediche.

«Infatti, anche negli ultimi tempi, i disagi non diminuiscono: addirittura incredibili i tempi in cardiologia pediatrica.

E, ciò nonostante i tentativi, importanti ma agli inizi, della Regione di metter mano al caos che impera fra Cup delle Asp, Cup ospedalieri, richieste dei Medici di Base (che eccedono in visite specialistiche ed esami, ingolfando le liste d’attesa, togliendo il posto a chi ha reale urgenza delle prestazioni. “L’inappropriatezza prescrittiva” arriva al 20% delle ricette).

Ad esempio il Cup di Rossano, ha recentemente affrontato problemi che hanno provocato disagi ai pazienti, lunghe code, ritardi e inconvenienti in prenotazione e pagamento delle prestazioni».

L’UGL invita alla «vigilanza ispettiva interna e verifica di ciò che accade negli ospedali affinché tutto avvenga in modo lineare e tempi corretti (proliferazione di intra-moenia e ricorso a studi privati), intervenendo in itinere e al termine delle procedure.

Tuttavia senza aumentare il personale non si va da nessuna parte; è il nocciolo del problema ed i 3 nosocomi “spoke” – Tirreno, Castrovillari, Ionio – hanno identiche carenze, così come a Cosenza, dove vi sarebbero 7 sale operatorie disponibili ma solo metà sempre pronte (insieme, ovvio, al “Tavolo d’Urgenza”) ed anche se, ultimamente, un’altra sala è stata resa operativa grazie all’efficiente riorganizzazione interna».

L’UGL, chiedendo «se risponda al vero che all’Asp il DG abbia speso per un’auto aziendale 75 mila euro (https://www.calabriainchieste.it/2023/10/11/lasp-acquista-unauto-di-lusso-audi-a6-business-design-per-la-direzione-straordinaria-sono-queste-le-emergenze-della-sanita/) mentre per “risparmiare” abbia ordinato automediche ed ambulanze di 2a mano, propone la rivalutazione delle retribuzioni, in Sanità, settore a elevato impatto sociale, col pagamento dei ristori post-covid, aumentando il monte ore e detassando il lavoro extra, così che medici ed infermieri potrebbero accrescere la presenza nei reparti».

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