Home Attualità L’ex boss calabrese: “Più attenzionato di Matteo Messina Denaro”

L’ex boss calabrese: “Più attenzionato di Matteo Messina Denaro”

Come dargli torto, oggi, alla luce dei fatti, se si pensa che il padrino di Cosa Nostra è stato acciuffato solo pochi giorni fa, dopo 30 anni di latitanza?

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VIBO VALENTIA – “…l’attenzione della Squadra Mobile di Vibo Valentia era tutta rivolta su di me, credo neanche Matteo Messina Denaro aveva tanta attenzione addosso.
….” A parlare è Andrea Mantella, cinquantenne, ex uomo d’onore vibonese, collaboratore di giustizia dal 2016.

Nella montagna di verbali in mano al Ros dei Carabinieri, il pentito già in tempi meno sospetti riteneva di essere uno dei criminali più attenzionati da parte degli investigatori di Vibo Valentia, più di Matteo Messina Denaro. Come dargli torto, oggi, alla luce dei fatti, se si pensa che il padrino di Cosa Nostra è stato acciuffato solo pochi giorni fa, dopo 30 anni di latitanza?

Le sue affermazioni tornano dunque di attualità, soprattutto se proferite anni or sono da uno dei maggiori protagonisti dell’inchiesta antindrangheta Rinascita Scott, che durante le udienze del maxi processo istruito dal procuratore Nicola Gratteri ha parlato anche dei timori in merito alla vendetta che i clan vibonesi avrebbero potuto consumare nei suoi confronti.

Il suo braccio destro, dopotutto, è finito assassinato.

Il riferimento è a Francesco Scrugli, ucciso in un agguato al Pennello di Vibo Marina nel marzo del 2012 nell’ambito della faida di ‘ndrangheta tra i Piscopisani e i Patania di Stefanaconi. Peraltro, c’era anche un piano uccidere sia Andrea Mantella e sia i suoi ex fedelissimi, poi divenuti cani sciolti dopo il pentimento dell’ex boss scissionista.

Doveva essere eliminato per mezzo di esplosivo, Mantella, come affermato dal pentito Antonio Guastalegname. Nazzareno Colace, nel 2015 – affermò a verbale – “mi portò in un luogo alberato tra Trainiti e Triparni, facendomi scendere dall’autovettura lasciando i telefoni cellulari in macchina. In questa occasione mi disse che avrei dovuto procurare molte armi perché bisognava “fare pulizia” a Vibo Valentia”.

Guido Scarpino

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