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Rigenerazione urbana di piazza Luigi Razza, al via i lavori

«È in atto una vera e propria azione di recupero identitario volto a riconsegnare alla cittadinanza ciò che era un tempo»

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VIBO VALENTIA – Sono partiti ieri mattina i lavori di rigenerazione urbana di piazza Luigi Razza, a Vibo Valentia, con la delimitazione dell’area di cantiere che in una prima fase occuperà la parte adiacente al corso Vittorio Emanuele III per poi procedere con quella successiva.

Ieri mattina, sul posto per supervisionare l’apertura del cantiere ed assicurarsi che i disagi fossero limitati il più possibile, oltre ai tecnici anche il sindaco Maria Limardo e l’assessore ai Lavori pubblici Carmen Corrado, coadiuvati dagli agenti della Polizia locale.

«Abbiamo chiesto all’impresa, che si è resa disponibile a venire incontro alle esigenze manifestate, di suddividere il cantiere in due parti, almeno in questa fase – spiega l’assessore Corrado – assicurando inoltre al laboratorio analisi, che è convenzionato con il Ssn e svolge di fatto un servizio pubblico, il necessario spazio di accesso e manovra per i pazienti con difficoltà. Ovviamente l’ideale sarebbe stato poter cantierare l’intera piazza, ma l’impegno dell’amministrazione è indirizzato a ridurre al massimo i possibili disagi, che inevitabilmente possono presentarsi, ed al contempo garantire la celerità dei lavori per restituire ai vibonesi una splendida piazza».

Proprio sull’intervento di rigenerazione, si è voluto soffermare il sindaco Limardo: «In questi giorni si è parlato molto, in città, dei cantieri che stiamo avviando e che interessano, vorrei ricordarlo, non soltanto il centro cittadino ma anche altre zone periferiche oltre alle frazioni. In particolare, sui cantieri del centro si è dibattuto molto sul concetto di storia, in alcuni casi, mi sia consentito, in maniera non proprio pertinente. Ebbene, tornando al progetto di piazza Luigi Razza – rimarca il primo cittadino – si tratta di un intervento di autentica e totale rigenerazione urbana. È in atto una vera e propria azione di recupero identitario volto a riconsegnare alla cittadinanza ciò che era un tempo la piazza, con i suoi spazi liberi, i suoi alberi, i marciapiedi, le sedute, e non già un mero e disordinato parcheggio. Ma più di ogni parola parlano le immagini: il progetto dell’architetto Calselli si è chiaramente ispirato ad una stampa, visionabile anche in municipio, che ritrae la piazza com’era prima della cementificazione e dell’invasione di automobili. È lì – conclude Maria Limardo – che vogliamo tornare, alla bellezza dei luoghi, alla fruibilità di quello che sarà uno degli angoli più belli del nostro centro storico e che sono certa i cittadini apprezzeranno, così come stanno apprezzando il fatto che si è intervenuti sul salotto della città, piazza Martiri d’Ungheria, per liberarlo dal caos e dalle brutture».

stefaniasapienza@calabriainchieste.it

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