Home Calabria Bullismo e cyberbullismo, Iemma: “educare e sensibilizzare”

Bullismo e cyberbullismo, Iemma: “educare e sensibilizzare”

"Diventa sempre più centrale il lavoro di educazione e di sensibilizzazione tra i banchi per consentire ai ragazzi e alle ragazze di riconoscere le forme di bullismo e cyber bullismo e, quindi, costruire una propria corazza contro ogni forma di violenza"

124
0
La vicesindaco e dirigente regionale del Pd, GIusy Iemma

CATANZARO – In tema di bullismo e cyberbullismo, nella giornata mondiale contro questi tristi fenomeni sociali, prende posizione il vicesindaco di Catanzaro e presidente dell’assemblea regionale Pd, Giusy Iemma

 

Ecco la sua analisi: “La Giornata mondiale contro bullismo e cyberbullismo che ricorre oggi ci offre l’opportunità per riflettere su un fenomeno che rappresenta una sempre più pericolosa realtà per i nostri ragazzi. In particolare, la vita di relazione dei giovani e giovanissimi si svolge sempre di più negli spazi virtuali dei media digitali che, se non utilizzati e conosciuti a dovere, costituiscono uno strumento di prevaricazione in mano ai bulli ed una trappola per le persone più deboli. A leggere i numeri, si conferma che la scuola è il luogo dove si consumano maggiormente episodi del genere che, in gran parte, non vengono segnalati o denunciati per paura di ritorsioni”.

E allora, in questo contesto, diventa sempre più centrale il lavoro di educazione e di sensibilizzazione tra i banchi per consentire ai ragazzi e alle ragazze di riconoscere le forme di bullismo e cyber bullismo e, quindi, costruire una propria corazza contro ogni forma di violenza. Le scuole, anche sul nostro territorio, negli ultimi anni stanno portando avanti progetti didattici sul tema, ma è necessario fare sempre di più specialmente sul fronte dell’alfabetizzazione digitale, per far crescere tra le nuove generazioni la giusta consapevolezza riguardo all’utilizzo del web su cui trascorrono tante ore al giorno”.

“Un impegno che va inserito nella logica della sinergia tra istituzioni e della responsabilità di ogni famiglia, chiamata a cooperare con la comunità scolastica, interagendo con la comunità ecclesiastica, le associazioni di volontariato, le forze dell’ordine per assicurare momenti di formazione anche mirati al modo di vivere i luoghi di aggregazione. I giovani hanno necessità che vanno ben oltre la semplice preparazione scolastica, c’è bisogno di capire il loro mondo ed intervenire fornendo i giusti stimoli e garantendo un corretto orientamento. L’auspicio, quindi, è che il lavoro educativo, soprattutto in questo settore, diventi una pratica quotidiana e sistematica per prevenire anche l’insorgenza di episodi di disagio mentale purtroppo sempre più crescenti tra i giovanissimi”.

Articolo Precedente“La Giornata del Ricordo: oltre la propaganda e il revisionismo”
Prossimo Articolo“Ho mal di pancia”, ma era incinta al nono mese