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Nuova caserma dei carabinieri a Cetraro, progetto abbandonato dal Governo: Diamante ottiene la sede di Polizia

È stata la stessa sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro (FdI) a dare la notizia in occasione della sua partecipazione a Diamante, insieme al Capo della Polizia

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CETRARO (Cs) – Il governo Meloni snobba i continui appelli dell’amministrazione comunale di Cetraro, sede di una locale di ‘ndrangheta tra le più potenti della Calabria, di aprire la nuova caserma dei carabinieri, e sceglie di aprire a breve un nuovo Commissariato di polizia nella cittadina di Diamante.

È stata la stessa sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro (FdI) a dare la notizia in occasione della sua partecipazione a Diamante, insieme al Capo della Polizia, Vittorio Pisani, alla cerimonia di inaugurazione di un murale, realizzato dagli artisti Angela Panetta e Luigi Perenz, in ricordo del funzionario di polizia Angelo Da Fiore, riconosciuto “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato centinaia di ebrei dallo sterminio e dalla deportazione nazista.

«La nuova visita in Calabria del Capo della Polizia Vittorio Pisani, che a Diamante ha ritirato la cittadinanza onoraria conferita dall’Amministrazione comunale alla Polizia di Stato, testimonia ancora una volta l’attenzione che il governo Meloni e il Ministero dell’Interno riservano a questo territorio – afferma la sottosegretaria Ferro Un’attenzione che si traduce in atti concreti, come l’istituzione del nuovo Commissariato di Polizia a Diamante, in un immobile messo a disposizione dal Comune. Un presidio che consentirà’ di rafforzare l’azione di controllo del

territorio e di prevenzione e contrasto ai fenomeni criminali nell’area del Tirreno cosentino, recentemente interessata da un aumento degli episodi delittuosi».

La notizia dell’apertura del nuovo Commissariato di polizia nella città dei murales, stranamente, non ha suscitato alcuna reazione da parte dell’amministrazione comunale di Cetraro.

Nessuno, infatti, della maggioranza, attualmente guidata dal vicesindaco Tommaso Cesareo a causa dell’assenza del sindaco Ermanno Cennamo per motivi di salute, ha commentato la novità. Nessun commento dalla minoranza, dai partiti o dalle associazioni cittadine.  Silenzio su ogni fronte.

L’aumento degli episodi criminosi da tempo registrati nella città di Cetraro, culminati con l’omicidio lo scorso novembre di Alessandro Cataldo, ucciso a colpi di pistola davanti alla sua pizzeria, non sembrano provocare sufficiente allarme nelle istituzioni sovracomunali che ad oggi, non hanno ancora dato risposte certe e concrete ad una comunità sempre più preoccupata e impaurita.

Cetraro ha già subito la soppressione dal ministero dell’Interno del posto fisso di polizia nel 2014, nonostante il territorio fosse teatro di gravi fatti criminosi come testimoniano le varie inchieste dell’antimafia, e ad oggi mai terminati.

Un territorio molto vasto quello cetrarese che con le sue 52 contrade necessita di controlli serrati, soprattutto nell’hiterland, garantiti da un rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine, che invece restano sotto organico.

La chiusura venne giustificata dal fatto che il posto fisso di polizia fosse ubicato in un immobile interessato da una frana, snobbando l’offerta di un’ altra sede da parte dell’amministrazione comunale da adibire a nuovo presidio. Da allora sono le volanti del Commissariato di polizia Paola che, di tanto in tanto, vengono a pattugliare il territorio di Cetraro.

Intanto, la nuova caserma dei carabinieri, elevata dai sindaci del comprensorio tirrenico nel 2019 “simbolo della legalità” è ormai lasciata al suo destino fatto di incuria e abbandono da parte delle istituzioni, che a vari livelli e dopo le tante passerelle di illustri politici, di destra e di sinistra, ne hanno promesso l’imminente apertura.

Di certo c’è che il palazzone di quattro piani sito sul lungomare di Cetraro, pronto dal 2013, costruito dalla società L’Ottagono  per conto del ministero dell’Interno a causa di una lunga serie di strani cavilli burocratici, spuntati stranamente, ogni qualvolta ne veniva annunciata l’imminente apertura, “sarà destinato ad altro uso”.

Così come ha detto la stessa sottosegretaria all’Interno Ferro, qualche mese fa, al presidente del consiglio comunale Giovanni Rossi, non appena sarà risolto il contenzioso in atto tra la società L’Ottagono e i fornitori per i lavori non ancora pagati per la costruzione dell’immobile.

Quale sarà questo “altro uso” che prevede il ministero dell’Interno per il presidio di Cetraro? Ancora nulla si sa in merito. E l’amministrazione comunale che farà? Resterà ancora in silenzio o farà sentire la sua voce? Non ci resta che seguire con attenzione un’altra puntata  della “telenovela” dal titolo “la nuova caserma di Cetraro”.

fiorellasquillaro@calabriainchieste.it

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