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«Sindaco continua negli affidamenti diretti ad amici: selezioni senza trasparenza e criteri di merito»

Polemica a Cariati per la designazione in seno all'ufficio legale di due avvocati vicini alla maggioranza comunale

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CARIATI (Cs) – Il gruppo consiliare di minoranza “L’Alternativa C’è” torna sulla vicenda degli affidamenti diretti da parte dell’amministrazione comunale in carica, contestando l’azione del sindaco Cataldo Minò e della sua maggioranza.

Non è la prima volta che l’opposizione documenta l’attribuzione di incarici di responsabilità a persone vicine o comunque riconducibili alla maggioranza.

In attesa di un eventuale contributo in contraddittorio dal Comune, ecco l’analisi di critica politica del gruppo di minoranza, con particolare riferimento alla vicende dell’ufficio legale comunale.

«Senza alcuna vergogna né decenza, da parte della Giunta Minò continua la gestione allegra ed irresponsabile della macchina comunale, degli uffici e soprattutto delle risorse pubbliche, forse sotto il persistente ed irrefrenabile condizionamento delle tante cambiali alle quali Sindaco, assessori e consiglieri sono stati obbligati in campagna elettorale.

Se, infatti – denuncia il gruppo consiliare L’Alternativa C’è – così come è stato fatto da ultimo con l’approvazione di un bilancio preventivo falsato nei numeri e fotocopia nell’elenco delle opere ereditato dalla Giunta Greco, non si avverte la minima preoccupazione nel reiterare, atti, documenti e provvedimenti di natura finanziaria palesemente errati, incoerenti tra loro e dalle conseguenze nefaste su tutti i prossimi impegni di spesa dell’ente.

Dall’altra, si persevera senza ritegno nell’assenza di ogni trasparenza, di ogni evidenza pubblica e di ogni criterio meritocratico, col solo obiettivo di garantire affidamenti diretti alla cerchia di amici, amici degli amici, sostenitori elettorali, oltre a parenti, congiunti e familiari degli amministratori.

E così è accaduto anche con l’ufficio legale che, costituito ad hoc negli anni passati durante la passata Giunta Greco nel rispetto scrupoloso di tutte le procedure ad evidenza pubblica prescritte a garanzia della trasparenza ed imparzialità, la stessa uscente Amministrazione Comunale pur potendolo fare non ha ritenuto di prorogare, per ponderate valutazioni di opportunità e correttezza, trovandosi nell’imminenza della scadenza di mandato consiliare

Con l’andazzo del subentrato Minò, quell’ufficio legale, ereditato e costituito secondo criteri e valutazioni inattaccabili e ad evidenza pubblica, non viene però prorogato né a quella banca dati consolidata si attinge in alcun modo.

E dopo oltre sei mesi dall’insediamento, a gennaio scorso, la nuova Giunta delibera un atto di indirizzo per affidamento del servizio legale, dichiarando in premessa l’esistenza di un innumerevole contezioso giacente.

Anche sull’importo esatto di questo presunto contenzioso è andato in scena il solito circo e balletto di numeri, imprecisioni e incongruenze. Rispondendosi, infatti, a precise richieste in merito del consigliere d’opposizione Saverio Greco, l’ammontare di questo contezioso è passato – ricorda L’Alternativa C’è – dai 90 mila euro indicati dal revisore del conto ai 50 mila euro dichiarati nel suo intervento dall’assessore al ramo Francesco Cicciù all’assurda ma vera cifra di zero euro indicati per il contezioso nella relativa tabella predisposta dall’ufficio finanziario. Quale era e sarebbe la cifra esatta?

Siamo, con ogni evidenza, alla babele amministrativa, circostanza che tuttavia non ha affatto demotivato il Sindaco in quella che parrebbe ormai la sistematica garanzia diffusa, attraverso procedure discutibili, illegittime e contrarie al rispetto dell’imparzialità ed alla trasparenza della pubblica amministrazione, di tutte le indicibili promesse fatte per essere eletto assieme alla sua maggioranza.

Al pari, quindi, di tutte le denunce per affidamenti diretti e conflitti di interesse fatte in tutti questi mesi ed alle quali Sindaco e Giunta non hanno mai fornito chiarimenti in nessuna sede, ancora una volta non riusciremmo altrimenti a spiegarci – continuano – come mai a distanza di mesi dall’atto di indirizzo per il servizio legale non ne è scaturita alcuna graduatoria pubblica dalla quale attingere quei professionisti di cui si dichiara di avere urgenza per arrivare, così come è accaduto nei giorni scorsi, all’ennesimo, affidamento diretto-farsa.

Fatta salva la qualità e competenza dei due professionisti in questione sulle quali non si discute e che non può mai essere all’ordine del giorno, la questione era e resta soltanto di metodo: con quale criterio meritocratico e selettivo pubblico, di cui ancora una volta non vi è traccia documentale, sono stati individuati e scelti, i due amici avvocati» – uno «notoriamente vicino all’assessore Cicciù» e l’altro «marito della neo-nominata capo ufficio stampa Manuela Montesanto, cugina della presidente del consiglio?»

Assieme ad serena Pasqua per tutti i cariatesi – conclude L’Alternativa C’è – continuiamo ad augurarci che, nonostante tutto, alla nostra comunità possa essere garantito un governo della cosa pubblica ispirato solo ed esclusivamente all’interesse generale.

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